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All generated content

3 maggio 2007
Oggi sono stato a un interessante convegno organizzato dalla Fondazione Rosselli. Si parlava di User Generated Content. Alcune personali riflessioni.

– Mi piacerebbe che si chiamassero All generated content per dare ancor di più forza all’idea che il web e la rete danno la possibilità a tutti di generare contenuti. Mia madre, per esempio, ha un blog ma, a parte il mio (core de mamma…), non ne è legge praticamente nessuno.

– Il mercato degli all generated content non sarà di chi genera i contenuti (a parte rarissimi casi), ma di chi saprà organizzarli (MySpace e per certi versi anche Google).

– A mio parere (e non solo mio) la maggior parte del business dell’interattività sta nel dare a tutti la possibilità di farsi un palinsesto (MySky o Babelgum) e non solo contenuti. Gli editori farebbero bene a ragionare sugli User generated schedule, producendo quindi contenuti adatti per essere post-visti (non quattro ore di Funari).

– Gli editori televisivi, per competere con l’intrattenimento degli altri media, dovrebbero puntare (come avviene all’estero) sull’alta definizione, unico modo – nel mediolungo periodo – per dare un vero valore aggiunto ai video “televisivi”.

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