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L’ostetricia è un po’ arte e un po’ scienza

17 luglio 2007
Sul’ultimo numero de L’espresso c’è un interessante articolo sulle presunte mazzette che le ostetriche prendono in alcuni ospedali romani per seguire le prossime mamme. Anche noi che ci stiamo avvicinando al fatidico momento ci siamo rivolti a un ospedale (pubblico) e a un’ostetrica che ci fa un corso preparto a domicilio (10 sedute, 150 euro in tutto). Niente mazzette, quindi. E lei, che fa anche fattura, non si è neanche azzardata a farci un accenno di proposta.

Ma ecco, se posso, un’aggiunta al pezzo de L’espresso. Poiché ci stiamo trovando bene con questa ostetrica, abbiamo preso in considerazione l’idea che seguisse Letizia durante il travaglio e in sala parto. E ci siamo informati su quale fosse il costo: 2.500 euro.

Al di là della spesa (non è certo questo il caso di risparmiare), l’ostetrica ci ha poi spiegato come vengono ripartiti questi soldi: 300 euro a lei, circa 1000 al ginecologo, il resto all’anestesista (eventuale) e alla struttura. Il bello, però, è che noi non possiamo scegliere il ginecologo che vogliamo, ma in sala parto c’è quello che ci tocca di turno. Che quindi prende dei soldi per una responsabilità che gli toccherebbe anche a gratis.

Le ostetriche, visto che poche mamme di fronte a una spesa così alta si assicurano le loro prestazioni, si sono quindi organizzate in una sorta di sciopero bianco: garantiscono il servizio e si organizzano in turni per seguire le “proprie” mamme. Senza che queste ultime caccino un euro. L’unica differenza è che possono assistere solo il travaglio ma non possono entrare in sala parto per motivi legali.

Che facciamo? Ancora non lo sappiamo.

P.s.1: Se si vuole scegliere anche il ginecologo la possibilità c’è: 5.000 euro.

P.s.2.: Il titolo del post è una frase che ripete spesso la nostra ostetrica.
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2 commenti leave one →
  1. Anonymous permalink
    18 luglio 2007 5:21 pm

    SANITÀ/ L’ESPRESSO: «VUOI PARTORIRE? PAGA»

    (OMNIROMA) Roma, 13 lug – «Ascolta per onestà, ti devo dire che
    queste prestazioni che noi facciamo non sono prestazioni in
    regola, sono in nero. Noi, io e la mia collega, lavoriamo spesso
    per le pazienti di un ginecologo che sta qua, perché lui ce la
    manda, ce le dirotta. Prendiamo 700 euro tutto compreso. Cioè: o
    io o l’altra ostetrica ti facciamo i monitoraggi, a partire
    dalla trentottesima settimana di gravidanza. Poi, una delle due
    ti garantisce la sua presenza al parto e infine nella settimana
    successiva veniamo a casa tua e controlliamo se hai problemi di
    punti, problemi al seno, eccetera». Angela Camuso, su L’epresso,
    racconta l’esperienza vissuta in prima persona al San
    Camillo-Forlanini. «È il 25 maggio scorso quando un’ostetrica
    del San Camillo-Forlanini di Roma, tra gli ospedali con il più
    alto numero di parti all’anno (oltre tremila), mi parla così
    quando ci incontriamo all’interno del reparto – prosegue
    l’articolo – non prima di aver chiuso la porta della stanza.
    Sono incinta al quinto mese e non desto alcun sospetto. La sua
    ‘propostà, tuttavia, non è un caso isolato. Come abbiamo
    verificato in quest’inchiesta, infatti, il sistema illegale a
    Roma appare collaudato con le medesime modalità in otto tra i
    più attivi reparti di ostetricia. Le future mamme, per godere
    dei loro diritti, pagano bustarelle che arrivano fino a 750
    euro: tangenti che assicurano un servizio privilegiato negli
    ospedali pubblici, da parte di ostetriche che in tal modo
    mettono a disposizione delle paganti prestazioni, strumenti e
    strutture che dovrebbero invece essere destinate, senza
    distinzioni, all’intera collettività. Accade al San Camillo, al
    Policlinico Umberto I, al policlinico Casilino, al San Filippo
    Neri, al Fatebenefratelli sull’isola Tiberina, al
    Fatebenefratelli-Villa San Pietro, al Santo Spirito e al San
    Giovanni Addolorata, che tutti insieme contano una media di 15
    mila parti l’anno, più della metà delle 26 mila nascite
    registrate nella Capitale. In ognuno di questi ospedali ho
    interpellato le ostetriche e in otto su dieci ho incontrato
    pochissime difficoltà a prendere accordi con una disposta ad
    assistermi – dietro compenso sottobanco – durante il travaglio e
    durante il parto all’interno dello stesso nosocomio. … E in
    materia di cesarei, gli inciuci non mancano: le italiane sono
    quelle che, nell’Unione europea, più frequentemente partoriscono
    sotto i ferri (il 35 per cento, in media). Ed è di questo che
    parla al telefono un’ostetrica del Fatebenefratelli sull’Isola
    Tiberina, ospedale dove la percentuale delle nascite in sala
    operatoria è del 43 per cento. ‘Io, in generè, dice
    rassicurante l’ostetrica, ‘quando seguo una paziente che è
    ricoverata e vedo che sta per arrivare il ginecologo, le dico:
    ‘Vatti a prendere il caffè’. Così lei capisce. Se ne va. Il
    ginecologo non la vede e si evita il rischio di un cesareo
    inutile. Tanti cesarei si fanno per paura delle denunce: il
    medico, che ha la responsabilità, non vuole correre alcun
    rischio. Ad esempio: da noi fanno un cesareo solo perché il
    bambino è un pò grande. O perché la madre ha un pò di febbre.
    Tutti fattori che non impedirebbero affatto un parto
    naturale…’. Un altro trucco, insomma, dell’ennesima ostetrica
    che strizza l’occhio, accetta mance, fa saltare la fila per i
    monitoraggi. E alimenta un giro di mazzette necessarie, almeno
    nella Capitale, per avere i servizi di cui ogni partoriente
    avrebbe diritto».

  2. Anonymous permalink
    27 giugno 2008 1:31 pm

    PARTORIRE???? IN REALTA’ LA COSA PIU’ NATURALE DEL MONDO SEMBRA SIA DIVENTATA LA COSA PIU’ DIFFICILE…NOI DONNE NON SAPPIAMO PIU’ PARTORIRE E TUTTI QUESTI BAMBINI SONO O TROPPO GROSSI, OPPURE IL LIQUIDO AMNIOTICO E’ TROPPO POCO, OPPURE CI SONO GIRI DI CORDONE INTORNO AL COLLO DEL NASCITURO O PEGGIO DI TUTTE C’E’ SOFFERENZA FETALE…….(DA 150 BATTITI AL MINUTO DURANTE IL MONITORAGGIO IL BATTITO PER UNA FRAZIONE DI SECONDO SCENDE A 85….E LA CHIAMANO SOFFERENZA…NEL GRAFICO CON C’E’ UNA CURVA MORBIDA MA UN PICCO VERSO IL BASSO) E QUINDI…..VIA CON I CESAREI, LE MAZZETTE, I CONTRIBUTI STATALI….

    SIAMO NOI DONNE A DOVERCI SVEGLIARE. FOSSI STATA A DAR RETTA AI GINECOLOGI A QUEST’ORA ANZICHE’ AVER FATTO 3 PARTI SPONTANEI AVREI DOVUTO FARE TRE CESAREI……

    E’ VERGOGNOSO!!!

    ANCORA PIU’ VERGOGNOSO???? L’EPIDURALE! GLI ANESTESISTI, IN FASE DI VISITA, NON CONTROLLANO NEANCHE LA COLONNA VERTEBRALE!!! TI FANNO L’EPIDURA LO STESSO MALGRADO TU ABBIA DEI PROBLEMI ALLA COLONNA, O SUBITI INTERVENTI…CON IL RISULTATO CHE DOPO IL PARTO I DOLORI ALLA SCHIENA SONO LANCINANTI E TI DURANO PER MINIMO UN ANNO. E TUTTI DANNO LA COLPA ALL’ALLATTAMENTO ED AL PESO DEL NEONATO!!!!

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