Caro pc cantami la buonanotte

2009 Ottobre 1
di federico ferrazza

L’ultimo in ordine di tempo arriva dagli Stati Uniti. Si chiama Zeo e, al prezzo di 400 dollari (poco meno di 280 euro), si può comprare sul sito Myzeo.com. A prima vista lo Zeo sembra una radiosveglia. In realtà – come recita il suo slogan – è un Personal Sleep Coach. In altre parole è uno strumento in grado di osservare e studiare, minuto per minuto, il nostro sonno. Come?

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iSchool Manifesto

2009 Settembre 23
di federico ferrazza

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Come ci insegnavano le maestre? Se si è combinato un pastrocchio l’unica cosa da fare è mantenere la calma e ricominciare da capo. Piano piano, passetto dopo passo, ripartendo dall’inizio. Riproviamoci allora, perché il pastrocchio è la Scuola italiana, condannata dagli errori di tutti noi a perdere ruolo, status e funzione anno dopo anno, mese dopo mese.

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Pianeta Geek

2009 Settembre 9
di federico ferrazza

C’era una volta il nerd. Nell’immaginario era un ragazzino sfigato e brufoloso esperto (più o meno) di una sola cosa: il suo computer, di cui conosceva ogni angolo – hardware e software- a menadito. Oggi i nerd ci sono ancora (e non sono in via di estinzione) ma il punto di riferimento per il mondo della tecnologia non sono più loro. Il primato è stato scalzato dai geek, una sorta di versione pop del nerd che negli ultimi anni ha conquistato la ribalta a scapito proprio dei brufolosi cugini.

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Così gratis che si paga

2009 Agosto 4
di federico ferrazza

Immaginate una bottiglietta d’acqua che non costa nulla se è senza tappo e ha invece un prezzo se la vogliamo col tappo. Se pensiamo di berla seduti alla scrivania, non è fondamentale chiuderla e quindi sceglieremo l’opzione gratuita. Ma se la dobbiamo mettere in borsa e quindi il tappo ci serve, siamo probabilmente disposti a pagare una piccola somma per chiuderla. Questo è un esempio del cosiddetto modello ‘freemium’, neologismo anglofono che unisce i due termini free (gratis) e premium (a pagamento). Si tratta di un sistema di business che vanta un sempre maggior numero di casi di successo e che si sta diffondendo sempre di più. Tanto che Chris Anderson, il direttore di ‘Wired’, la bibbia della tecnologia made in California, ha appena dedicato all’argomento un libro: ‘Free: The Future of a Radical Price’.

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La resistenza si fa sul web

2009 Luglio 6
di federico ferrazza

L’Iran di questi giorni è l’esempio più eclatante della crociata che i regimi lanciano contro la Rete per oscurarla e per impedire la circolazione delle notizie che possono loro nuocere. Ma la Rete ha gli anticorpi necessari per non farsi imbavagliare e svolgere la sua funzione di territorio libero, transnazionale, anche anarchico se si vuole. Programmi che garantiscono l’anonimato ai navigatori in modo da non essere intercettati dai custodi della censura, servizi e-mail che permettono di crittografare i messaggi, software per proteggere i propri dati sensibili. E così le verità scomode passano il confine nazionale, entrano nel ciberspazio a uso e consumo della platea mondiale. Come succede con Teheran.

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Check-in a Kiruna

2009 Giugno 24
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di federico ferrazza

Una cosa è certa: preparando la vostra valigia per Marte non dimenticate un bel piumino pesante. Non vi servirà solo all’arrivo sul freddissimo pianeta rosso, ma anche per lo spazioporto svedese dove si farà il check-in terrestre. Infatti, il miliardario inglese Richard Branson ha pensato di far partire la sua flotta stellare da Kiruna, una cittadina 145 chilometri a nord del Circolo polare artico. Da anni il patron della Virgin si è tuffato nel business del turismo spaziale e, dopo una serie di ritardi dovuti soprattutto a motivi tecnici, le navette della Virgin Galactic sono quasi pronte: nel 2011 i viaggiatori americani dovrebbero salpare dalla California, e dal 2012 toccherebbe ai primi clienti del vecchio continente.

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Saranno famosi… grazie a Wired

2009 Maggio 25
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di federico ferrazza

Due settimane fa nessuno di loro avrebbe immaginato tanto. Un incontro privato (e di persona) con il numero uno di Telecom Italia. Eppure è quello che è successo. Grazie a Wired Italia. Ieri, infatti, gli smanettoni protagonisti della storia “iPhone, gli italiani si applicano” (che nel numero di maggio ha raccontato le vicende di 12 sviluppatori presenti sull’App Store) hanno incontrato Franco Bernabè, amministratore delegato dell’ex monopolista telefonico.

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Il fannullone è on line

2009 Maggio 18
di federico ferrazza

Dall’ultimo L’espresso in edicola.

Su Facebook il ministro si è fatto fare da tempo una bella pagina, con una foto pensosa che lo fa sembrare perfino magro e una platea di fan che ha superato le 50 mila persone. Ma Renato Brunetta non è certo uomo da favoritismi, e quindi la sua ultima crociata l’ha lanciata proprio contro il social network più famoso del mondo: “Ho intenzione di bloccare Facebook negli uffici pubblici per aumentare la produttività dei dipendenti”, ha dichiarato. Oddio: se desse un’occhiata dietro qualche sportello della capitale, probabilmente Brunetta proibirebbe anche ‘il Messaggero’ e la ‘Settimana Enigmistica’, colpevoli di distrarre assai più della diabolica rete Internet. Ma il ministro vuole essere sempre à la page e così si è accodato a una serie di divieti anti-Facebook che ultimamente stanno facendo breccia, sia nel settore pubblico che in quello privato.

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iPhone, gli italiani si applicano

2009 Maggio 16
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di federico ferrazza

Partiamo dai record. Inaugurato meno di un anno fa (era l’11 luglio 2008) l’App Store, il negozio online in cui è possibile scaricare applicazioni per il telefonino della mela morsicata, finora ha collezionato più di 800mila download. E arriviamo ad Alberto De Bortoli, giovane programmatore padovano protagonista della storia numero 03 e uno dei 25mila (il numero di software disponibili gratis o a pagamento nell’App Store) che ha sviluppato un’applicazione per l’iPhone incontrando un discreto successo. Alberto ha seguito il consiglio di un amico: «Dai, provaci, guarda che il Jobs non sbaglia mai».

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Il Web arriva dallo spazio

2009 Maggio 6
di federico ferrazza

Dall’ultimo L’espresso in edicola.

Fra le innumerevoli difficoltà che in queste settimane stanno incontrando gli aquilani e gli abruzzesi, dopo il sisma che li ha colpiti la notte del 6 aprile, ci sono i buchi di comunicazione che il terremoto ha lasciato. A L’Aquila, per esempio, la rete Internet a banda larga, utile non solo per scaricare film e musica, ma anche per far comunicare in maniera efficiente gli uffici della pubblica amministrazione, è fuori uso. Ecco quindi che un servizio, che per i costi non può competere con la banda larga via doppino telefonico o fibra oggi ottica, torna utile: la connessione satellitare.

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